Numero 9.10, settembre.ottobre 2007


Cerca nel archivio:
Google:

Piccolo Plauto
Abbonati

> Indietro <

 

 

Ritorno al futuro

Dopo molti anni Infanzia torna alla periodicità bimestrale, quella con cui era nata nel 1973. Sei numeri all’anno anziché nove possono essere visti come un “ripiegamento”, il segno di crisi di una rivista che vive unicamente dei propri abbonamenti e della tenace volontà editoriale e culturale di chi la produce e cerca di diffonderla. Ma sarebbe una valutazione riduttiva e non corretta.

 

La scelta, condivisa dalla direzione e dall’editore, porta certo qualche risparmio economico (che non guasta), ma risponde ad un’altra esigenza fondamentale: quella di raggiungere un livello più alto di qualità pedagogica e culturale nei materiali che Infanzia pubblica, il che richiede un tempo maggiore di cura redazionale e scientifica. Un livello di qualità che già ora è piuttosto alto, visto che l’Osservatorio della Ricerca istituito nell’Università di Bologna colloca Infanzia fra le riviste della fascia B, in un arco che va da A a D. Tra le riviste italiane che si occupano di educazione zero-sei, è quella con la valutazione più alta. Ma per mantenere questo standard e, se sarà possibile, per migliorarlo, occorre impegnarsi a fondo e con 6 numeri all’anno il lavoro di editing sarà certamente più rigoroso. E’ in questa prospettiva che, come è possibile vedere da questo numero nel colophon, accanto al Comitato di redazione, si è costituito un Comitato scientifico nel quale compaiono i nomi anche di alcuni colleghi non-italiani che hanno accettato volentieri di dare il loro contributo di consulenza scientifica sulla rivista, attirando su di essa un’attenzione che va oltre i nostri confini. Ma non mancano altre novità:

 

a) Ci è sembrato opportuno “compensare”, almeno in parte, la riduzione di tre numeri all’anno con un aumento delle pagine: Infanzia da ora ha 16 pagine in più.

b) La grafica della rivista cambia, come è immediatamente visibile dalla copertina e dall’impaginazione, pur mantenendo una evidente continuità (e qualità) con la sua tradizione, garantita da Arturo Galletti che la segue sotto questo profilo fin dal suo primo numero.

c) Il sito internet della rivista: www.rivistainfanzia.it, inaugurato nel mese di marzo 2007 e che ha visto un progressivo e significativo incremento di contatti, sarà profondamente rinnovato per rispondere a una maggiore ricchezza informativa e comunicativa.

 

Rimane inalterato l’impianto della rivista, la sua struttura epistemologica che risponde all’idea per cui Piero Bertolini l’ha fatta nascere nel 1973: tenere insieme i tre livelli: quello della riflessione pedagogica e delle scienze dell’educazione riferiti all’infanzia da zero a sei anni, quello della professionalità didattica con la proposta e l’analisi di esperienze e percorsi, quello della cultura per l’infanzia attraverso i molteplici linguaggi, prodotti, iniziative con cui si esprime e che rappresenta un importante indicatore del rapporto che la società adulta ha con i bambini e le bambine.

 

Rimane anche il “Premio Infanzia – Piccolo Plauto”, quest’anno alla sua terza edizione, che si terrà nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, a Bologna. Tra tutte le esperienze didattiche ed educative pubblicate dalla nostra rivista nel 2007, verranno segnalate e premiate le migliori per l’asilo nido e per la scuola dell’infanzia. Un premio che assume ormai i caratteri di un vero e proprio “marchio di qualità” che identifica l’eccellenza didattica.

 

Ma nel frattempo le Nuove Indicazioni per la Scuola dell’Infanzia, uscite nel 2007, sono un documento col quale è necessario confrontarsi. Per questo Infanzia si apre con un focus su di esso: a prendere la parola sono 4 interlocutori, che sulla scuola dell’infanzia hanno delle cose da dire ora, e le hanno dette in passato.

 

Roberto Farné, Franco Frabboni