> Indice dei Focus < |
Editoriale
di Franco Frabboni Se i bambini restano al buio
Argomenti
Focus Aggressività e socialità nell'infanzia a cura di Andrea Ceciliani
Andrea Ceciliani Introduzione. Aggressività e socialità nell'infanzia
L'aggressività non deve essere interpretata come un fenomeno isolato e casuale, ma come parte del mondo sociale del bambino, che come gli altri comportamenti sociali è influenzata dalle situazioni interattive a cui il bambino prende parte
Maria Luisa Genta, Chiara Mazzanti Aggressività e prosocialità in bambini di età prescolare
Indagatrice concreta e attenta, insoddisfatta dei metodi di insegnamento trasmissivi e verbalistici, la Pizzigoni si informa sui movimenti delle scuole attive in Europa, li studia, viaggia e raccoglie testimonianze e docuemntazioni didattiche, con l'idea di cambiare il modo di pensare e di fare scuola
Andrea Ceciliani I giochi di lotta nei bambinie l'educazione del comportamento aggressivo
I giochi combattivi svolgono un ruolo importante nella formazione del bambino, consentendogli di mettersi alla prova, attraverso la finzione, in esperienze di confronto, di socialità, di gestione regolata dell'aggressività. Limitarsi a inibire questi giochi, ritenendoli semplicemente "violenti" non è una buona azione educativa
Milena Manini Conflitto e aggressività nei servizi educativi per i piccoli: ruolo del contesto e clima educativo
I conflitti e l'aggressività non sono unicamente ascrivibili a fattori comportamentali. Si tratta di una realtà complessa che, nei contesti educativi, assume significati importanti per il tipo di relazioni che vi si svolgono. Gstione degli spazi e dei tempi, identità dei ruoli, stili comunicativi sono fattori da non sottovalutare...
Maria Vincze L'apparire della capacità di empatia nel bambino piccolo: il piacere di stare assieme
L'insorgere di azioni e reazioni aggressive fra bambini piccoli non sono i segni di una collera che dura, o dell'insorgere di un rifiuto reciproco. Succede frequentemente che, pochi minuti dopo l'episodio aggressivo, il bambino che piangeva e quello che lo picchiava giochino tranquillamente assieme.
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Mariella Spinosi Dai programmi, agli Orientamenti, alle Indicazioni nazionali: una storia che viene da lontano
La scuola dell'infanzia ha una storia che viene da lontano: in un secolo circa si è passati dalle "Sale di custodia" al "Diritto allo studio" che comincia a 3 anni. Un processo nel quale gli Orientamenti educativi del 1991, rimangono i più amati dagli insegnanti e i più apprezzati a livello internazionale.
Raffaella Rosciano Genitori ed educatori al nido: difficoltà e possibilità di comunicazione reciproca
Quando un bambino inizia la sua esperienza al nido si creano le condizioni per una "relazione triadica" fra genitori, educatrice e bambino; una relazione con diverse fisionomie che bisogna riconoscere e imparare a gestire.
Marco Dallari Linguaggi da imparare, da sbagliare, da inventare (Terza parte)
La convinzione che "leggere" e capire le immagini sia più naturale della comprensione delle parole è un'affermazione attendibile solo in parte. Nei libri per l'infanzia, le illustrazioni hanno la capacità di aggiungere elementi alla narrazione e possono avere, soprattutto nei libri per i bambini più piccoli, una propria autonomia narrativa rispetto al testo scritto.
Esperienze
Irene Carbone Giocare i imparare con la musica (Terza parte)
Giovanna Marani Il "mistero" dell'aranciata
Alberto Rabitti Il giardino come spazio di apprendimento all'aperto
Monica Bedetti, Katia Tonnini Flavio e "Michele" alla scuola dell'infanzia
Aureliana Baldani Una chiave per l'immaginario
Osservatorio
Lucio D'Abbicco I bambini: misura della città. L'esperienza della cooperativa "Progetto Città" di Bari
Valentina Mazzoni I Barnehage norvegesi. Un esempio di scuola dell'infanzia con cui confrontarsi
William Grandi Milioni per Mister Master
Egidio Lucchini Il ritorno della scuola ai vecchi tempi, ovvero la vendetta del gambero
Gianni Balduzzi Lo scaffale dell'insegnante