> Indice dei Focus < |
Introduzione al focus
“La mostra di una storia…”, Il teatro 0-6 tra arte ed educazione
Roberto Gris
Tra il 27 febbraio e il 7 marzo 2010, si terrà a Bologna, il Festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia dal titolo Visioni di futuro e visioni di teatro…
I fautori di questo evento sono gli appassionati teatranti del Teatro Testoni Ragazzi, anche conosciuto come “La Baracca”, che così introducono alla tematica e alle attività del Festival:
«“Visioni di futuro, visioni di teatro…” prosegue il suo cammino. Il progetto “Small size, big citizens” ha ricevuto il riconoscimento da parte della Commissione Europea per i prossimi cinque anni.
Per questo il festival di Bologna, che è uno dei festival di Small size (network europeo per la diffusione delle arti performative per la prima infanzia) continuerà ad essere centro di una rete di scambio e confronto internazionale fra artisti, educatori, insegnanti, pedagogisti che rivolgono il loro impegno alla prima infanzia.
Avendo cinque anni davanti per progettare e trovare nuovi territori di incontro, abbiamo pensato a nuovi confronti, nuovi intrecci con altre Arti. Quest’anno si inizia dal mondo dell’Arte visuale, che sarà il focus delle due conferenze dei sabati mattina e di molti laboratori per insegnanti ed educatori, e che verrà proposta anche ai piccoli attraverso due laboratori artistici e un’installazione d’arte.
Oltre ai laboratori sull’Arte visuale, numerose saranno le proposte formative, per un totale di 17 laboratori, di cui 3 intensivi, e 4 conferenze.»
Nel pur ricco e sempre crescente panorama dei Festival di argomento o a sfondo culturale che fioriscono in Italia, questo evento merita particolare attenzione da parte di chi si occupa dell’educazione nella prima infanzia.
Inserito in un progetto europeo, questa iniziativa, che unisce la cultura dell’infanzia alla cultura del teatro, ha le sue radici nella passione con la quale da più di vent’anni i teatranti bolognesi vogliono aprire le porte del teatro e far convivere la realtà e la finzione, le professionalità teatrali con quelle educative. Come ci racconta Roberto Frabetti: «Il Festival nasce un po’ di anni fa, un primo tentativo lo abbiamo fatto nel 1989, con un incontro, quando eravamo ancora al Teatro San Leonardo, il primo centro di teatro-ragazzi di Bologna, e sentivamo l’esigenza di uscire dalla nostra esperienza appena iniziata, dal nostro guscio ancora molto privato e fu un primo momento di scambio di esperienze.»
Questo festival è eccezionale ma vorrebbe non esserlo.
È eccezionale (nell’accezione entusiastica del termine) perché il confronto reciproco tra chi rivolge il proprio impegno artistico, teatrale e pedagogico alla prima infanzia, da una parte consente di immaginare nuove forme e pratiche artistiche e didattiche, e dall’altra mette l’infanzia al centro dell’attenzione e dell’investimento di energie e di impegno degli adulti.
Molti educatori e i promotori di questa iniziativa vorrebbero altresì che questo festival non fosse così eccezionale, anzi sperano che possa in qualche modo diventare regolare e auspicano che la qualità artistica del teatro dialoghi più spesso con il pensiero e con l’intenzionalità pedagogica.
Questo incontro avviene per la verità molto di frequente, grazie all’impegno e alla passione degli educatori e degli insegnanti, degli artisti e dei teatranti ma assai poco frequentemente se ne parla e sembra rimanere un’esperienza che riguarda pochi fortunati, che per una serie di fortuite circostanze, sono rimasti folgorati dalla magia del teatro.
Forse vale la pena di seguire con attenzione il teatro che si rivolge ai bambini e forse vale la pena di pensare quanto le relazioni educative siano affini alle dinamiche teatrali; a ben vedere, infatti, tanto il teatro quanto l’educazione sono caratterizzati dalla condivisione di saperi e di emozioni e nell’infanzia in particolare è davvero importante comprendere che quando si sta, si parla, si vive, si gioca con gli altri si possono interpretare diverse parti e si possono rivestire diversi ruoli.
A partire dal Festival “Visioni di futuro, visioni di teatro…”, ricco di suggestioni teatrali, artistiche, pedagogiche e didattiche, e con l’augurio che la finzione teatrale sovverta la consueta percezione del rapporto regole-eccezioni della realtà scolastica infantile, il focus che apre questo numero di Infanzia toccherà alcune delle tematiche più calde che ruotano attorno al teatro 0-6. Il focus si apre con un viaggio nelle metafore dell’arte, del teatro e dell’infanzia (Marco Dallari), prosegue con una preziosa testimonianza di un teatrante in prima linea nel mondo stupefacente e misterioso della primissima infanzia (Roberto Frabetti) e si conclude con una riflessione sul dialogo tra esperienza teatrale ed esperienza formativa (Roberto Gris).
Il titolo del focus porta le parole di un bambino di 5 anni che qualche anno fa, alla mia domanda su cosa avesse fatto in mattinata (era andato ad assistere ad uno spettacolo teatrale con il suo gruppo-classe), rispose con grande sicurezza «Siamo andati a vedere la mostra di una storia», unendo arte e teatro sotto lo stesso cappello metaforico e gettando una nuova luce sul concetto di rappresentazione.
Per concludere e per incoraggiare uno scambio di esperienze tra i variegati mondi dell’arte, del teatro e dell’infanzia, mi pare sia interessante segnalare una pubblicazione dal titolo Un teatro fantasma. Percorsi teatrali nei nidi d’infanzia del Friuli Venezia Giulia per i tipi della Pendragon, dove ai contributi degli operatori teatrali si aggiungono le considerazioni delle educatrici con una serie di situazioni e di aneddoti, di pagine di diario e di riflessioni che molto ci dicono sulla presenza visibile e invisibile del teatro e della teatralità nei contesti educativi della primissima infanzia .