Numero 2, marzo-aprile 2008


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Introduzione

 

Anna Rita Addessi*

Dall’anno accademico 2003/2004, la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna ha attivato il primo insegnamento universitario italiano di formazione musicale per educatori di nido, denominato Educazione al sonoro. Come docente del corso, in questi anni ho dovuto “inventarmi” un curricolo musicale universitario per una tipologia di studenti totalmente nuova, un curricolo che rispondesse sia ai parametri accademici della formazione universitaria, sia alle esigenze operative di studenti-educatori e di un corso di laurea professionalizzante. Durante la realizzazione di questo compito ho ricevuto un aiuto prezioso da parte degli esperti in scienze dell’educazione della Facoltà, e in particolare vorrei ringraziare la professoressa Francesca Emiliani, attuale Presidente del corso di laurea, le professoresse Piercarla Cicogna e Eugenia Lodini, e da parte di colleghi specialisti della musicalità infantile: vorrei citare e ringraziare in particolare Michel Imberty, Franca Mazzoli e Susan Young. Un momento importante di questo processo è stato rappresentato dalla nascita del Gruppo  di Ricerca sull’Educazione al Sonoro, nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Corso di laurea in Educatori di Nido e l’Unità ZeroSei del Settore Istruzione del Comune di Bologna, collaborazione che ha avuto la sua massima manifestazione nella Giornata di Studi “La formazione musicale degli educatori di nido tra università e servizi educativi”, svoltasi nella Facoltà di Scienze della Formazione il 4maggio 2005. La convenzione stilata tra la Facoltà e la Regione Emilia Romagna con l’efficace contributo della Dott.ssa Sandra Mei hanno infine permesso l’indispensabile coordinamento con i Servizi educativi per la realizzazione dei tirocini sonori.
Questo numero monografico di Infanzia è nato con il proposito di illustrare alcuni risultati di questo percorso e raccogliere le idee, i contenuti e le persone che hanno contribuito in maniera diretta e indiretta a dare vita all'insegnamento di Educazione al sonoro.
Due gli argomenti principali che attraversano questo numero della rivista: la formazione al sonoro degli educatori di nido e lo sviluppo della musicalità infantile. Gli studi su quest'ultimo argomento hanno avuto recenti sviluppi inimmaginabili fino ad alcuni anni fa e le tracce più evidenti possiamo trovarle nella molteplicità di ricerche presentate negli ultimi appuntamenti internazionali e nazionali di rilievo nell'ambito della psicologia e didattica musicale (vedi l’Osservatorio). L'altro argomento affrontato è la formazione degli educatori di nido all'educazione al sonoro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una espansione considerevole di corsi professionalizzanti e seminari di formazione in Italia come all'estero. Purtuttavia, al contrario di quanto è accaduto negli studi sullo sviluppo della musicalità infantile, manca ancora una salda e solida tradizione di ricerca su questo argomento. Pochi, infatti, sono i contributi scritti scientifici, di analisi, sperimentazione controllata e riflessione sui curricoli formativi al sonoro degli educatori di nido.
La rivista è diviso in tre parti: Argomenti, Esperienze e Osservatorio. Nella prima parte, denominata Argomenti, sono raggruppati i contributi di studio e ricerca sui temi precedentemente esposti. Coerentemente con la natura di questo numero di Infanzia, ho voluto aprire la prima parte con la presentazione del modello di formazione degli educatori realizzato nel corso di Educazione al sonoro. Seguono i saggi riguardanti la musicalità del bambino, le interazioni tra bambino e adulti, il ruolo e il sapere musicale degli educatori.
Il saggio di Imberty propone un’originale  lettura e interpretazione dell'esperienza musicale comunicativa ed emotiva infantile, compiuta attraverso il concetto di “intenzionalità”, intesa come prima forma di comunicazione musicale e di costruzione del Sé sonoro.
La teoria del Flow di Mihaly Czyztentemihay è alla base del nuovo approccio allo sviluppo dell'esperienza musicale presentato nel saggio di Custodero: come creare nelle comunità infantili situazioni musicali di “esperienza ottimale” per favorire  l'espressività e l'apprendimento di abilità musicali. L'interessante articolo di Lamont presenta i risultati di una indagine empirica svolta in Inghilterra per documentare le esperienze musicali quotidiane dei bambini in età prescolare, approfondendo in particolare il tema dell'ascolto.
Il contributo di Young è il testo della relazione presentata alla giornata di Studi La formazione musicale degli educatori di nido tra università e servizi educativi, svoltasi nella Facoltà di Scienze della Formazione il 4 maggio 2005, frutto di una preziosa collaborazione tra l'insegnamento di Educazione al sonoro e l'Unità Zero-Sei del Settore Istruzione del Comune di Bologna. Il testo propone alcune riflessioni e proposte operative per giocare musicalmente con i bambini scaturite dall'osservazione sul campo, a scuola e in famiglia.
Il lavoro di Gratier e Trevarthen introduce il concetto di musicalità comunicativa e di ritmi di appartenenza nello studio delle interazioni vocali madre/bambino nelle comunità di immigrati.
I risultati di una indagine empirica sulle rappresentazioni sociali della musica condotta nei nidi del Comune di Bologna costituiscono  invece il contenuto del saggio di Addessi e Pileri.

La seconda parte, Esperienze, è completamente dedicata alle tesi di laurea in Educazione al sonoro e raccoglie articoli scritti dalle stesse studentesse. Questi articoli sono raggruppati in due categorie: la Didattica, ovvero i progetti di educazione al sonoro realizzati dalle laureande negli asili nido (Barbara Bedei, Silvia Guiducci, Elisa Porcinai), ai quali si affianca un’ interessante esperienza relativa a un progetto di musicoterapia illustrata da un’esperta del campo, Luisa Bonfiglioli; e la Ricerca-azione, ovvero le tesi delle studentesse che hanno partecipato al gruppo di ricerca-azione sull'osservazione delle condotte sonoro-musicali dei bambini di 0-3 anni nei momenti di routine quotidiana: il cambio (Elisa Gastaldelli), l'addormentamento (Beatrice Panzetti), il pasto (Melania Cammisa), il gioco libero. (Federica Finotti). A questi si affianca il contributo dato al gruppo di ricerca della giovane studiosa Elisabetta Piras.

Nella terza parte, l’Osservatorio, la rubrica “Le esperienze degli altri” ospita un articolo della ricercatrice brasiliana Beatriz Ilari che illustra molto efficacemente il mondo al plurale delle “infanzie musicali” brasiliane. La rubrica “Ricerche” presenta un saggio di Laura Ferrari riguardante l'analisi della letteratura scientifica su un particolare tema di ricerca ancora poco studiato: le interazioni vocali tra pari nella prima infanzia.
Seguono, quindi, “Lo Scaffale dell'insegnante” a cura di Elisabetta Piras e Luisa Bonfiglioli, con recensioni e segnalazione di testi e, infine, la rubrica “Osservatorio” a cura di Anna Pileri, con una lista di progetti e centri dedicati all'educazione al sonoro nella prima infanzia, in Italia e all'Estero.

Questo numero monografico ha voluto dare spazio ad alcuni tra i principali ricercatori stranieri sulla musicalità nella prima infanzia, con l'intento di mettere il lettore italiano a diretto contatto con la realtà internazionale. In tal modo il lavoro intende collocarsi come complementare agli Atti del Convegno Nazionale della Società Italiana di Educazione Musicale (Addessi, Pizzorno, Seritti 2007) che hanno illustrato invece il panorama italiano.

Desidero ringraziare il prof. Roberto Farné per avermi invitata a curare questo numero della rivista Infanzia; gli autori dei saggi per i preziosi contributi, le studentesse, Laura Ferrari, Anna Pileri, Elisabetta Piras e Amelia Capobianco per la collaborazione e assistenza durante la preparazione del monografico.

 

* Ricercatore in Musicologia e Professore di Educazione al sonoro e Metodologia dell'Educazione musicale, Università di Bologna, Italia.  Sito: http://www.muspe.unibo.it/personale/addessi/scheda.htm