Numero 3, maggio-giugno 2009


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Un Centro di Ricerca, per la rivista Infanzia

 

 

Quando si apre il nuovo numero di una rivista a cui si è abbonati o con cui si ha una certa familiarità, in genere l’occhio va immediatamente all’indice, scrutando fra titoli e autori… Questa volta invito i nostri lettori e lettrici a osservare la novità presente nel colophon, cioè la seconda pagina di copertina. Vi troveranno il logo dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” e CREI: Centro di Ricerca per l’Educazione dell’Infanzia “Piero Bertolini”.
Si tratta di una importante novità sul piano istituzionale, che nulla cambia rispetto ai contenuti della nostra rivista, semmai, responsabilizza ancora di più direzione, redazione e comitato scientifico in ordine alla qualità dei contributi che vengono pubblicati. L’Ateneo di Bologna ha infatti approvato la richiesta che il Dipartimento di Scienze dell’Educazione aveva avanzato, di attivazione del CREI, intitolandolo a Piero Bertolini. Si tratta di un Centro di Ricerca interno al Dipartimento, una sorta di “laboratorio permanente” che ha il compito sia di aggregare studiosi e ricercatori di varie discipline sui temi dell’educazione dell’infanzia 0-6 anni, sia di attrarre l’attenzione di istituzioni del territorio su progetti di ricerca e formazione. Con il CREI diamo profilo istituzionale ad una realtà che è attiva presso Scienze dell’Educazione a Bologna da oltre trent’anni e che ne ha fatto uno dei punti di eccellenza nella ricerca in questo campo in Italia. A Piero Bertolini va certamente il merito di avere aperto questa strada con le ricerche sui bambini e la TV, sulla qualità della vita infantile, su come comunicano i bambini ecc., lavori su cui si sono anche formati giovani (e ora non più giovani) ricercatori che continuano a percorrere quei sentieri e a esplorarne di nuovi.
Infanzia, che Bertolini ha fondato nel 1973, diventa così la rivista scientifica del CREI e si carica di un “valore aggiunto” rappresentando ufficialmente l’Università di Bologna e il suo Dipartimento di Scienze dell’Educazione in un settore per noi così importante della ricerca educativa. Continuerà comunque a valere il principio su cui fin dall’inizio si è costruita l’identità di Infanzia: quella dell’interazione fra ricerca ed esperienze educative, analisi teorica e professionalità educative, università e territorio, nella ferma convinzione che questa sia la strada che consente di produrre migliore ricerca e innovazione.
Ci è parso quindi opportuno dedicare il Focus di questo numero di Infanzia a un tema esemplare per rendere il senso della relazione stretta fra il CREI e questa rivista: “Servizi per l’infanzia e professionalità”, curato da Milena Manini che oltre a essere membro del comitato scientifico di Infanzia, è anche coordinatrice scientifica del CREI. Gli articoli che lo compongono, come si può vedere, tengono insieme i temi della formazione, della ricerca, delle politiche educative del territorio. I focus sono ormai un tratto distintivo della nostra rivista e continueranno ad esserlo, insieme all’impegno di realizzare ogni anno un numero monografico. L’obbiettivo dei focus è quello di intervenire in merito a un tema significativo, con una articolazione di interventi e con lo scopo di puntarvi l’attenzione e  aprire ad altri possibili contributi.
Mi permetto anche di segnalare un articolo, interessante, curioso, che penso costituisca un novità per molti (lo è stato certamente per me quando ne sono venuto a conoscenza): si tratta del “Castorismo”, la proposta scout per i bambini fra 5 e 7 anni. Ce la presenta Aldo Bertinetti che ne è responsabile nazionale. Si tratta, almeno in Italia, di un “esperimento educativo”, come tale sotto osservazione. Come tale, da osservare con attenzione.

Roberto Farné