Numero 05, settembre - ottobre 2009


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Le foche nuotano fino al fondo. Come si muovono i sommergibili?

Mercè Cuadras*
                                                        
In questo articolo si raccontano due esperienze condotte con bambini e bambine di tre e quattro anni finalizzate alla comprensione del movimento delle foche - quando nuotano nel fondo del mare - e del sommergibile - quando sale e scende -. In entrambi i casi, si tratta di utilizzare la verticale come punto di riferimento spaziale per comprendere un movimento.

Certe emozioni hanno un ruolo chiave nel processo di apprendimento. L'articolo mostra che "capire la posizione" è un problema ampio che va al di là della geografia, che comprende il movimento nel piano e nello spazio e che i modelli hanno un ruolo importante nella comprensione.

 

Alcune emozioni molto speciali

Le emozioni che provano le persone quando si situano nel mondo hanno un ruolo chiave per dare significato alle esperienze, alle azioni e alle cose. Queste emozioni, legate all’interesse e al desiderio di comprendere, possono avere un grande significato anche in classe, incluso nelle situazioni matematiche.
In quanto la vita della classe e la sua dinamica hanno come obiettivo quello di rispondere alla profonda necessità degli alunni di comprendere il mondo nel quale sono appena giunti come stranieri, le emozioni sorgono in maniera naturale e creano nella classe la cornice adeguata per rendere participi i bambini della cultura e della complessità del mondo.
La gestione della classe da questo punto di vista ci permette di chiederci: "Perché...?", "Come è che...?","Quando...?", “Che cosa c’è...?", "Dove...?", "Che cos’è...?", "E se...?", su ciò che ci interessa, in maniera naturale e condivisa con la classe.
Sin dalla antichità, le azioni matematiche rispondono a questo desiderio di capire, di situarsi nel mondo e dalla necessità di farlo producendo idee, confrontando le proprie idee con quelle degli altri.
I bambini possono imparare a partecipare a questa conversazione culturale che già esiste intorno a loro. Spesso ciò si realizza guardando, osservando, incorporando i modelli ereditati dalla nostra cultura e che facilitano ai bambini e alle bambine la comunicazione tra loro e la comprensione delle loro esperienze.

 

Comprendere il movimento di qualche cosa

La comunità che impara è il punto di partenza per trovare le risposte alle nostre domande, alle nostre preoccupazioni; è lo spazio idoneo per attribuire senso a ciò che accade; per esempio quando ci si chiede: Le foche nuotano fino in fondo al mare? Cosa è il fondo? Perché i sommergibili si muovono e rimangono sospesi nell’acqua?

Il movimento e le sue cause stimolano in questo gruppo-classe di tre e quattro anni un grande interesse, che mobilita ipotesi e idee. L'insegnante sa che il movimento è un tema chiave per comprendere molti fenomeni reali. Pertanto, occorre approfittare delle loro domande in modo da affrontare il movimento come un concetto significativo legato al desiderio dei bambini e delle bambine di capire il mondo e situarsi in esso.
Per poter trovare le risposte, l'insegnante mette la classe in azione: cerchiamo una maniera per dare senso, trovare soluzioni logiche a quei concetti che sono nuovi per noi quando ci troviamo in un determinato contesto.

 

Che cos’é la profondità.
"Perché le foche nuotano fino al fondo? Che cosa significa stare nel fondo? E sulla superficie? Quando una cosa è profonda? "

Dobbiamo comprendere che cosa significa fondo e il modo migliore per farlo è partire da ciò che conosciamo. Recuperiamo un tubo estensibile nella classe di psicomotricità, un tubo che ci permette di passare al suo interno da un lato all'altro. Sappiamo che questo oggetto si modifica, che ha proprietà significative e sperimentate ripetutamente da tutti. Il movimento impresso ne modifica la lunghezza rendendolo più o meno lungo (vedi immagine 1).
Questo oggetto ci serve da modello, da punto di partenza per trovare la soluzione.
"E se lo mettessimo in un’altro modo? Perché non metterlo in verticale, invece di allungarlo? Potremo modificare le caratteristiche del lombrico?" (vedi immagine 2). E tanto altro ancora! Se entriamo nel tubo (questa volta posto in verticale), questo da lungo diventa “profondo”; la bambina che è all’interno scompare alla nostra vista via via che allunghiamo il tubo. La forma dell’oggetto ci permette di variare la sua “profondità”: possiamo renderlo poco profondo o molto profondo e ottenere che la bambina stia sul fondo o salga verso la superficie.
Il tubo e la bambina diventano i modelli dello spazio dove nuotano le foche e di alcune delle posizioni chiave in cui è possibile situarsi.

 

Partendo da un’esperienza comune e condivisa, abbiamo potuto parlare di concetti spaziali, da un punto di vista matematico, che erano essenziali per soddisfare il desiderio di capire. Abbiamo sperimentato l’utilizzazione di alcune rappresentazioni come modelli del fenomeno da studiare. Inoltre, abbiamo potuto sfruttare un po’ di tempo per comunicare, per poter condividere le esperienze, ascoltare, collegare ed elaborare nuovamente le nostre idee.
E che idee! Così ricche, diverse, logiche...! Tuttavia, ciò che più ci sorprende è che le idee dei bambini e delle bambine ci permettono sempre di progredire nell’esperienza. Abbiamo fatto un passo avanti, ma dobbiamo ancora fare molta strada per comprendere questo tipo di movimento, nel quale si cambia l'altezza della posizione.

Poniamo ora l’attenzione su che cosa è accaduto in una classe di bambini di quattro anni, dove da giorni si rifletteva su un fatto sorprendente. Anche in questo caso si trattava di capire un movimento in cui varia l’altezza. I bambini e le bambine sono più grandi e l'insegnante potrà gestire un processo più complesso... un altro passo avanti.

 

"Perché non affonda il sommergibile? Perché sale e si abbassa? Come si muove?"

Quale può essere la spiegazione? Abbiamo deciso di partire da un’azione reale, da un modello che possiamo vivere direttamente tutti insieme. Quindi, chiediamo ai Re Magi che portino alla classe un sommergibile-giocattolo, ma che funzioni! Che si muova!
E i Re l’hanno fatto, che emozione! Abbiamo il sommergibile; ora dobbiamo farlo funzionare.
Ci siamo resi conto subito che il movimento del nostro sommergibile è legato allo spazio: è necessario uno spazio abbastanza grande, se vogliamo che si muova..
La vasca del fratello di Pau è piccola; la piscina gonfiabile di Laia non permette che il sommergibile si nasconda ma solo di fare alcuni giri su se stesso quindi capiamo che, oltre che grande, serve uno spazio profondo (immagine 3).
Ce lo abbiamo: il posto giusto è lo stagno della Piazza del Popolo! Che emozione, che voglia di imparare! E di capire perché intorno a noi le cose sono come sono, questa curiosità ci fa venire la pelle d’oca.
Il sommergibile, alla fine, è stato spostato, come quelli veri. Ha iniziato a muoversi in maniera concentrica sopra l'acqua ed è scomparso dalla nostra vista, fino a quando è arrivato in basso, sotto l'acqua, e dopo un po’ l’abbiamo visto tornare fuori (vedi immagine 4). Grida, allegria, soddisfazione... ma anche perplessità nello sguardo: dovevamo capire, più che mai, come ciò fosse possibile.
L'esperienza che abbiamo appena condiviso ci porta a rappresentare, a comunicare i nostri pensieri, le nostre sensazioni dell’esperienza vissuta.
Nell’immagine 5, possiamo vedere due disegni dei bambini di 4 anni che spiegano il movimento del sommergibile, un movimento che è stato raccontato in entrambe le produzioni anche se in modo diverso: la prima è un racconto globale dell’esperienza vissuta nel parco, dove si descrive il movimento concentrico del sommergibile che si immerge. Nella seconda, la narrazione del movimento è precisa, nel tentativo di non perdere nessun dettaglio dello spostamento dell'oggetto.
Tuttavia, in entrambe i disegni la percezione dei bambini e delle bambine è parziale, perché nessuno di loro rappresenta il movimento in verticale, che è ciò che realmente caratterizza lo spostamento dei sommergibili. Per poter avere chiaro questo concetto e la rappresentazione dell’esperienza vissuta nel lago di piazza del popolo, dobbiamo portare alla classe alcuni modelli adulti.

 

I modelli degli adulti per rappresentare il movimento verticale del sommergibile

Se ci riferiamo alla cultura matematica che ci circonda, è facile trovare modelli che ci aiutino a preparare lo sguardo dei bambini, a comprendere che cosa fanno gli adulti e come risolvono i loro dubbi.
Utilizzeremo i modelli fatti dagli adulti e spiegati dagli adulti, non modelli semplificati o frammentati; questo conferisce loro la validità che cercano i bambini, certifica che sono reali, che sono veri. Sono complessi, sì, ma i bambini vogliono lavorare con la complessità, con la realtà.
Abbiamo letto in un libro che il movimento era il cambiamento di posizione che faceva un oggetto. Questo era giusto, ma che cosa era ciò che succedeva?.
Di nuovo, la spiegazione si trovava nella comunicazione: cercando tra le informazioni che avevamo, abbiamo trovato diverse immagini che ci hanno aiutato a scoprire il segreto, qualcuno aveva voluto spiegare graficamente una situazione, la nostra situazione! Se analizziamo attentamente queste immagini, vediamo che non sono così diverse da quelle che hanno realizzato i bambini. Erano testi narrativi fatti da adulti, che spiegavano il movimento passo a passo; la differenza era nel modo in cui si descriveva il movimento del salire e scendere del sommergibile, da una prospettiva che, per i nostri bambini, era molto difficile da raccontare. Ora è possibile spiegare quanto avevamo visto. I modelli ci hanno permesso di narrare lo spostamento verticale del nostro sommergibile, di tutti i sommergibili (vedi immagine 6).
Inoltre, i due modelli osservati ci forniscono un'interpretazione del racconto fatto dagli adulti; le bambine e i bambini sanno interpretare ciò che vedono in un modo logico e dettagliato senza perdere il loro obiettivo: spiegare, comprendere e, soprattutto, poter comunicare il movimento in verticale del loro sommergibile.
Questo ci ha fatto capire che "Il movimento dei sommergibili è una questione legata al peso: a seconda che contenga l'aria o l'acqua, il sommergibile compie un movimento o l’altro, fluttua o affonda più o meno a seconda di dove desidera restare in ogni momento".
Interpretare correttamente ciò che questo testo voleva dire ci ha fatto affrontare nuove difficoltà ed esperienze...

 

Conclusione

Le esperienze di queste classi ci fanno rendere conto della complessità spaziale del movimento e dell'interesse che mostrano i bambini e le bambine nel capirlo. Ci hanno permesso di rendere evidenti tre cose: l'importanza che ha la visualizzazione della posizione nella comprensione del movimento, le difficoltà di visualizzare un movimento verticale e l'importanza dell’utilizzazione dei modelli per arricchire e ampliare le conoscenze della classe.
Negli esempi proposti abbiamo utilizzato modelli fisici e modelli visivi. Istituire una relazione significativa con i modelli facilita l’approccio a relazioni complesse, come nel caso del movimento in verticale: forniscono il punto di partenza per risolvere le perplessità, i dubbi. Sostengono e rinforzano la necessità di comunicare, di condividere le esperienze e, soprattutto, ci permettono di rifarci a un patrimonio di conoscenze per comprendere ciò che non conosciamo.
Tutto ciò all’interno della cornice che creano le emozioni legate al desiderio di capire il mondo reale.

 

L'autrice

* CEIP La Riera. Sant Pere de Ribes (Barcelona), Articolo apparso su “Aula de Infantil” n. 41/ 2008. La pubblicazione dell’articolo nasce da uno scambio tra questa rivista e Infanzia. Traduzione di Mariana Bonomo, adattamento di Berta Martini