Numero 05, settembre - ottobre 2009


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Piccolo Plauto
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INSIEME PER UNA POLITICA GRANDE PER I PIU’ PICCOLI
Franco Frabboni

 

Si alza il sipario su un anno difficile.
Dopo il canonico pit-stop estivo, la Vettura-Scuola dell’infanzia -pur scippata dal Ministro dell’istruzione del suo motore da Formula Uno (più volte è stata medagliata come “la Scuola più bella del mondo”)- riprende il suo viaggio educativo con la testa piena di aspettative e di sogni.
E’ cavalcando queste speranze che la rivista Infanzia le invia una “cartolina”di buon-anno-scolastico!


Per tradizione, i messaggi di auguri regalano la voglia di futuro che è in tutti noi. Purtroppo, quest’anno la sfera di cristallo è vuota di domani: come dire, non possiamo  impugnare il binocolo dell’illusione. Siamo al cospetto di una Scuola tre-sei vestita a lutto. Piange lo smantellamento che sta subendo sotto i colpi di piccone della “Controriforma” della Gelmini: meno-risorse, meno-insegnanti, meno-dade, meno attrezzature didattiche. E poi il suo ingiustificato (antipedagogico) dimagrimento in tempi antimeridiani con un solo insegnante per sezione, la sua sopravvivenza limitata alle scuole che superano un minimo di iscrizioni; la sua “nidizzazione” in-entrata (nelle aree interne della Penisola sono accolti anche i bambini di due anni) e la sua  “liberalizzazione” in-uscita (a cinque anni e mezzo i bambini potranno sedere nei banchi della Primaria).
Come dire, una “Scuola in maschera”, a double face: un servizio educativo rivolto ai mezzi anni.

 

Più scuola dell’infanzia.
In questi ultimi vent’anni, nelle aree urbane e interne del Paese abbiamo assistito compiaciuti ad una crescente “voglia” nelle famiglie di servizi pre-scolastici per i loro pargoli. Sulla scia di questa progressiva presa di coscienza, i genitori oggi chiedono a voce alta più Scuola dell’infanzia. L’esplosione della domanda è generata da una matura presa di coscienza dell’irrinunciabile ruolo educativo della Scuola tre-sei: un’emancipazione pedagogica alla quale oggi non intendono più rinunciare.  
Un replay su questa asserzione. Le famiglie non solo colgono la funzione di “socializzazione” della Scuola tre-sei, ma anche questa ulteriore finalità educativa: nella seconda infanzia si decide tutto quanto a “formazione della mente” delle bambine e dei bambini. Se disporranno per il futuro di un pensiero-unico  (una mente “signorsì”) oppure di un pensiero-plurale (una mente scout: capace di porre molti “perché”).

 

Per una Costituente Scuola zero-sei.
Avvolgiamo l’augurio di buon-anno-scolastico alla Scuola tre-sei (colpita da barbari “tagli” sulla sua riconosciuta qualità educativa) con un vibrante appello. Diamo vita nelle sue contrade ad una Grande Alleanza: a una Costituente Scuola zero-sei in compagnia dell’asilo nido. Un patto strategico che dia vita ad uno straordinario Girotondo che conduca -mano nella mano- bambini, insegnanti, dade, genitori e nonni sia a stravincere un Rerferendum abrogativo dei brutali provvedimenti legislativi del ministro Gelmini, sia a progettare nuovi orizzonti democratici di politica scolastica a favore delle prime età della vita.