Comunicazione ed educazione ambientale in Emilia Romagna: i percorsi nella scuola dell'infanzia
Fin da quando, nel 1996, la Regione l'Emilia-Romagna si è dotata di un apposito strumento, la Legge Regionale n° 15/96, per promuovere, organizzare e sviluppare l’informazione, la comunicazione e l’educazione ambientale, l’attenzione alle scuole è stato un elemento caratterizzante delle azioni messe in pratica. La L.R. 15/96 promuove il coordinamento di tutti gli attori sul territorio, dai Centri di Educazione Ambientale alle Scuole laboratorio, dalle Agenzie ambientali e scientifiche a quelle formative. Gli obiettivi di fondo sono quelli definiti dalle carte internazionali: ovvero promuovere conoscenze, valori e comportamenti positivi nei confronti dell’ambiente rivolgendosi ai giovani così come ai cittadini adulti.
A partire dal primo programma regionale, nel triennio 1999/2001, si è avviata la costruzione del Sistema a rete regionale INFEA, attraverso la definizione di obiettivi, metodologie, strumenti e tipologie di azione, che hanno consentito di accrescere e migliorare la collaborazione tra le diverse strutture, la qualità di progetti e iniziative, la continuità dei servizi offerti.
Sono così nati progetti quali il “Master in educazione ambientale” , il progetto “La seconda vita delle cose”, la sperimentazione delle prime “Agende 21 a scuola”, la rivista Centocieli, il sostegno alla scuola dell’autonomia grazie alla collaborazione con l’IRRE (Istituto Regionale Ricerca Educativa), ecc. Tutto quello che la Regione ha promosso l’ha realizzato insieme ai protagonisti del mondo della scuola, dell’Università, del volontariato, delle nuove professioni ambientali, e lo ha fatto in una logica di partenariato, di messa i rete e valorizzazione delle esperienze. Un contesto di indirizzi e programmi che ha agevolato l’affermarsi in Emilia-Romagna di una educazione ambientale quale interessante strumento di innovazione curricolare e metodologica dentro la scuola e nello stesso tempo proposta di educazione permanente degli adulti nei processi di progettazione partecipata e di Agenda 21 locale. Grazie all’impegno e al protagonismo di decine di strutture sul territorio, centinaia di scuole e di educatori operanti in Emilia-Romagna e al sostegno e coordinamento che hanno ricevuto dagli Enti locali e dalla Regione, l’educazione ambientale è cresciuta negli ultimi anni in regione sensibilmente in qualità e quantità, arrivando a proporsi quale strumento integrato con la programmazione ambientale degli enti locali e territoriali. Uno strumento non più rivolto solo a bambini ed adolescenti, ma all’intera cittadinanza adulta.
In Emilia-Romagna è andato definendosi un Sistema dell’educazione ambientale i cui protagonisti e le rispettive funzioni sono i seguenti:
Struttura |
Composizione |
Funzione |
Commissione regionale L.R. 15/96 |
Regione, 9 Province, esperti EA, istituzioni scolastiche, Agenzie ambientali, |
indirizza la programmazione regionale |
Agenzie scientifiche |
Istituto Regionale Ricerca Educativa (IRRE), Agenzia per l’Ambiente (ARPA), Università degli Studi (Bologna, Parma…), CDS, IBACN, CIRSA |
Alimentazione culturale e supporto scientifico e metodologico alla programmazione regionale e provinciale, partnership di progetti regionali |
Servizio Comunicazione, Educazione alla sostenibilità |
Collaboratori regionali |
Promozione, coordinamento, valutazione, documentazione, formazione, comunicazione a livello regionale per le attività INFEA |
Coordinamenti INFEA provinciali |
Uffici e referenti presso ciascuna provincia |
Coordinano le attività sul territorio di riferimento |
Centri di Educazione Ambientale |
71 strutture sul territorio regionale, accreditate in via sperimentale sulla base di indicatori di qualità
specializzazioni / eccellenze
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Reti di scuole laboratorio di Educazione Ambientale |
Rete IRRE, rete CIDIEP, A21 a scuola, Globe Seren@, ECO-Schools, GITAS, ecc. |
Istituti che hanno strutturato al proprio interno una attività permanente di educazione ambientale e cooperano nel realizzarli con altre scuole e CEA |
Risorse per l’Educazione ambientale |
Cooperative, professionisti, GEV, Associazioni, altri enti. |
Gestori di CEA in convenzione, fornitori di servizi e consulenze, o promotori di attività di EA in modo non continuativo |
Con il Programma INFEA 2002-04, cofinanziato dal Ministero mediante un apposito Accordo di Programma, e con l’ultimo Programma 2005/2007, le attività e i progetti realizzati dalla Regione si sono articolati in dieci “aree di intervento”; tra queste una prevede la promozione e il successivo potenziamento di progetti e di specifici laboratori di educazione ambientale da e realizzare con le scuole del territorio regionale. In questi dieci anni sono stati cofinanziati e realizzati oltre 170 progetti (le “Agende 21 a scuola” in diverse province, i percorsi interprovinciali “Territorio senza confini”, “Un po’ di terra” e “Un Po d’acque”, la rete di scuole “Globe Seren@” in collaborazione con il Servizio Meteo dell’ARPA, il gruppo di scuole modenesi GITAS -giovani informati su traffico ambiente e salute- il gruppo di scuole “Respira” incentrato sui problemi energetici in provincia di Parma, le scuole romagnole che hanno aderito al progetto europeo ECO-SCHOOLS, le scuole ravennate che hanno realizzato i laboratori della “La seconda vita delle cose”, solo per citarne alcuni) (1) in tutte le province attraverso specifici bandi proposti annualmente. Di anno in anno le scuole hanno inserito in modo stabile i laboratori di educazione ambientale nei rispettivi Piani dell'Offerta Formativi (POF) e hanno assunto una accezione di educazione ambientale sia sul piano delle conoscenze che delle azioni concrete per l'ambiente, anche con l'utilizzo di metodologie di Agenda 21 locale e di progettazione partecipata, coinvolgendo tutte le componenti scolastiche (studenti, insegnanti, personale non docente, genitori).
L’obbiettivo principale è sempre stato quello di valorizzare e premiare la qualità dei progetti e delle metodologie utilizzate, nonché la capacità di creare sinergie, di lavorare in rete e di rafforzare il legame con il territorio e il proprio patrimonio culturale. I risultati si sono ampiamente visti: i progetti sono cresciuti enormemente sotto ogni aspetto, grazie soprattutto a insegnanti motivati e in grado di mettere in campo una professionalità dinamica, intelligente e sempre in ricerca.
Le scuole che hanno in questi anni lavorato sono state Scuole dell’infanzia, Scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, Istituti Comprensivi, Direzioni Didattiche, Istituti di istruzione superiore, ecc. Tra queste però quelle maggiormente penalizzate sotto il profilo della visibilità sono state le Scuole dell’infanzia. Per questo, e perché in realtà proprio queste scuole sono tra quelle che hanno maggiormente sviluppato metodologie, intrecci, continuità negli obbiettivi e nella ricerca è nata l’idea di iniziare un percorso, con questo numero monografico di Infanzia, che possa dare voce a insegnanti, bambini e bambine. Quelli che seguono sono solo una piccola parte delle idee, degli spunti, dei percorsi, delle attività, delle metodologie, ecc. che le scuole dell’infanzia di tutta le regione ogni giorno mettono in campo nella convinzione che ricercare, scoprire, emozionarsi, appassionarsi siano elementi indispensabile per crescere insieme, insegnanti e alunni.