EDITORIALE

 

Roberto Farné

IL MASSAGGIO EDUCATIVO DI UNO SMARTPHONE

 

 

 

FOCUS

 

A cura di Mariagrazia Contini e Mariangela Scarpini

INTRODUZIONE

PHILOSOPHY FOR CHILDREN: PER UN’INFANZIA CHE INTERROGA E CHE SI INTERROGA

 

 

Mariangela Scarpini

PHILOSOPHY FOR CHILDREN: PER UN’EDUCAZIONE AL PENSARE INSIEME

Dall’incontro delle categorie Philosophy e Children nasce la “Philosophy for Children”. Essa pone al centro lo sviluppo del pensiero complesso nelle sue componenti: critica, etica, affettiva, creativa… attraverso il “Fare filosofia” inteso come un attivo pensare insieme, guidato dalla figura del teacher che anima una vera e propria “comunità di ricerca”. Mattew Lipman ha portato la pedagogia di Dewey nell’ambito di quello che possiamo chiamare “attivismo del pensiero infantile”: ai bambini e alle bambine si possono offrire strumenti e momenti tali da renderli capaci di pensiero critico, di ragionamento intorno agli accadimenti, di costruttive relazioni con l’ambiente e con gli altri.

Parole chiave: comunità di ricerca, curricolo, filosofia, educazione al pensiero

 

 

Alessandro Mariani

PHILOSOPHY FOR CHILDREN E FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI: DIREZIONE DI CREATIVITÀ RIFLESSIVA

È un incontro “naturale” quello tra le grandi questioni filosofiche e la forma mentis del bambino e dell’adolescente, progressivamente capaci di pensiero logico-formale, di riflessività e di autoriflessività, sollecitati da una inquietudine esistenziale e morale e da domande autenticamente filosofiche. La philosophy for children attiva un processo che può essere facilitato – nella scuola – da quegli insegnanti in possesso di specifiche competenze psico-pedagogiche, filosofiche e didattiche in grado di svilupparne gli obiettivi e le pratiche.

Parole chiave: Infanzia, adolescenza, Philosophy for Children, teachers

 

 

Antonio Cosentino

BAMBINI FILOSOFI

I bambini, come è noto, non si stancano di fare domande e, anche, di quelle che possono imbarazzare l’adulto. Ma non per questo il bambino è un filosofo nato. Se la Philosophy for children (P4C) ha titoli di legittimità, essi sono altri. In ogni caso, il suo obiettivo primario, con bambini di 5-6 anni, è quello di trasformare un gruppo in una “comunità di ricerca” mediante l’interiorizzazione della logica e dell’etica del dialogo.

Parole chiave: Bambino-filosofo, comunità di ricerca, P4C, dialogo

 

 

Maura Striano

PHILOSOPHY FOR CHILDREN COME PROGETTO EDUCATIVO

La Philosophy for Children è una esperienza educativa nata sulla base di una matrice deweyana e diffusa nel mondo attraverso un “movimento” di studiosi e di educatori che condividono, sia pure con sfumature diverse, una comune visione pedagogica. Il pensiero riflessivo come strumento di crescita e di emancipazione; la ricerca filosofica come modello di approccio all’esperienza; la comunità di ricerca filosofica come matrice cognitiva e relazionale sono gli elementi costitutivi di una pedagogia che punta all’autonomia di giudizio, all’ acquisizione di una postura dialogica e critica, all’assunzione di responsabilità per le proprie idee e le azioni che ne derivano.

Parole chiave: Philosophy for Children, educazione del pensiero, indagine filosofica, moralità riflessiva

 

 

Stefano Oliverio

GENEALOGIA DELLA PHILOSOPHY FOR CHILDREN NELLA PROSPETTIVA INTERNAZIONALE

Il ruolo pioneristico di Matthew Lipman nel campo della filosofia coi bambini è esplicitamente riconosciuto da una importante pubblicazione dell’UNESCO dedicata all’apprendimento del filosofare, inteso come volano di crescita intellettuale e civile. In questo orizzonte la Philosophy for Children nella versione di Lipman emerse contemporaneamente ad altri approcci, ma con un profilo pedagogico radicale che vede nella pratica del filosofare in comunità un modo per rifare le fondamenta dell’educazione.

Parole chiave: Filosofia per/con i bambini, Matthew Lipman, comunità di ricerca filosofica, testi stimolo per l’indagine filosofica

 

 

Marina Santi

DIECI “BUONE RAGIONI” PER RIPORTARE IL PENSAMENTO NELLA SCUOLA

La proposta di fare filosofia con i bambini come esperienza di “pensamento” condiviso in “comunità di ricerca” è al cuore del curricolo Philosophy for Children e ne costituisce di fatto l’impianto pedagogico. Esistono almeno dieci “buone ragioni” per accogliere oggi, a distanza di quarant’anni dall’uscita del volume “Philosophy in the classroom”, la proposta di Matthew Lipman e di Ann Sharp, cogliendola come una sfida per ripensare in un sol colpo l’educazione, l’infanzia e la scuola in epoca di crisi e di opportunità trasformative.

Parole chiave: Design, curricolo, dialogo, comunità

 

 

Ann Margaret Sharp

L’EDUCAZIONE DELLE EMOZIONI NELLA COMUNITÀ DI RICERCA

In una buona “comunità di ricerca” dobbiamo avere il sostegno delle nostre emozioni per conoscere la complessità di ciò che avviene nel rapporto fra noi, gli altri e l’ambiente. Questo tipo di ricerca prende la forma di pensiero etico/valoriale (caring thinking). Esso si esprime attraverso attività che mostrano l’apprezzamento e stima, oppure preoccupazione o empatia per gli altri. Il pensiero caring è una fusione di competenze tanto cognitive quanto emotive e fa sì che siano riportati alla coscienza gli aspetti morali della vita. Formare al pensiero caring è molto importante per far crescere il senso della comunità. Il pensiero caring è quello che ci rende capaci di scegliere quello che crediamo sia più importante in un contesto particolare (etico, estetico, scientifico ecc).

Parole chiave:Pensiero caring, emozioni, comunità di ricerca, etica

 

 

Mariangela Scarpini intervista Antonella Santi e Lucia Bacci

ALCUNE DOMANDE PER RIFLETTERE CON…

In tutti i Campi di Esperienza Educativa riferiti alla scuola dell’Infanzia, si può fare spazio al dialogo filosofico che però trova un posto evidente nei Campi “Il sé e l’altro”, “La conoscenza del mondo”, “I discorsi e le parole”. C’è un aspetto che emerge più di altri, ed è il valore di una “pedagogia della comunità” per lo sviluppo di atteggiamenti inclusivi e il benessere che deriva dal valore psicologico che per il soggetto ha l’essere in una comunità e partecipare all’interrogazione sul senso del mondo.

Parole chiave: Campi d’esperienza, inclusione, formazione, insegnante

 

 

Giorgia Ruzzante

EDUCARE ALLE DIFFERENZE CON LA PHILOSOPHY FOR CHILDREN

La filosofia con i bambini, a prima vista, sembra difficile da realizzazione e integrare nel curricolo, invece è applicabile in tutti i contesti scolastici e gradi di istruzione. Riprendendo Dewey, la Philosophy for Children si “impara facendo”, da parte sia del facilitatore sia della classe che pian piano si trasforma in comunità di ricerca. Attraverso la predisposizione di un setting, di opportuni dispositivi che sollecitano curiosità e domande, La P4C è un metodo che consente di rendere pedagogicamente e didatticamente praticabile la filosofia fin dalla scuola dell’infanzia.

Parole chiave:Comunità di ricerca, differenza, curricolo, metodo

 

 

Emanuela Stocco

THINK! PROGETTAZIONE DELL’AMBIENTE PER ATTIVITÀ DI PHILOSOPHY FOR CHILDREN

Oggi i bambini hanno sempre meno spazio dedicato alle loro attività all’interno della città e dell’ambiente domestico, e nella scuola lo spazio didattico è spesso connotato da uniformità indifferente alle diverse sollecitazioni didattiche e culturali. Da qui la scelta di progettare uno spazio per l’attività di Philosophy for Children (P4C), adattabile alla scuola dell’infanzia e primaria, con gli strumenti idonei a questo tipo di attività rafforzandone l’identità e rendendo il bambino consapevole e attivo, a partire dall’ambiente.

Parole chiave:Spazio, concentrazione, dialogo, strumenti

 

 

 

ARGOMENTI

 

Marianna Capo

LA FORMAZIONE CONTINUA DEGLI EDUCATORI DEI NIDI D’INFANZIA: UNO STUDIO ESPLORATIVO NEL TERRITORIO CAMPANO

Il profilo professionale degli operatori dei nidi di infanzia, anche in riferimento ai progetti di legge che riguardano l’educazione 0-6 e la figura dell’educatore, pone l’esigenza di ripensare gli standard organizzativi dei servizi per l’infanzia, in modo da erogare prestazioni sempre più rispondenti ai bisogni dei bambini e delle famiglie che ne usufruiscono. In tale contesto la riflessione sulla “qualità” della formazione continua degli operatori dei nidi richiede una progettazione pedagogica rigorosa, soprattutto laddove, come nella regione Campania, l’offerta di servizi per l’infanzia è particolarmente diversificata e disomogenea.

Parole chiave: Formazione, educatore, nido, qualità pedagogica

 

 

Cecilia Pancotti

DISEGNO E SCRITTURA SPONTANEA DI LETTERE E NUMERI IN ETÀ PRESCOLARE: UN’INDAGINE SPERIMENTALE

Analizzare le caratteristiche e lo sviluppo complementare dei differenti codici scritti cui i bambini fanno ricorso già in età prescolare è il tema di una ricerca didattica svolta su un gruppo di bambini di scuola dell’infanzia. Si è osservato come lo sviluppo delle competenze grafiche connesse alle capacità logiche e linguistiche dei bambini, oltre a trovare riscontro negli studi nelle ricerche scientifiche su questo tema, possono significativamente migliorare in seguito ad attività didattiche specifiche che accompagnano il normale sviluppo cognitivo del bambino.

Parole chiave: Disegno infantile, scrittura, età prescolare, didattica