CINQUANTANNI DOPO LETTERA A UNA PROFESSORESSA

 

Andrea Canevaro

La strada indicata dalla Lettera è fatta di aiuti reciproci, di scambi, e di conflitti. Con apparente paradosso si può dire che la presenza di conflitti è una garanzia di ricerca di pace. Ma occorre sottrarre i conflitti al parametro della guerra. Bisogna rendere visibile la differenza tra i conflitti che esigono un vincitore e un vinto, e i conflitti che sono confronto nella ricerca. Il conflitto può aiutare a costruire relazioni più giuste; può fondare la legalità (e non la legge del vincitore); può essere fonte di sviluppo umano; il conflitto può insegnare ad esistere.

 

Parole chiave: Don Lorenzo Milani, conflitto, educazione, relazione

 

 

L’EDUCAZIONE AI GENERI DA UNA PROSPETTIVA SOCIOLOGICA

 

Cristiana Ottaviano, Alessia Santambrogio

 

Affrontare il tema dell’educazione ai generi da una prospettiva sociologica significa cogliere la complessità delle dinamiche messe in gioco; attraverso un’analisi socio-costruttivista dei prodotti culturali rivolti all’infanzia e delle categorie di genere. La dimensione sociale, educativa e identitaria si incrociano connettendo la dicotomia di genere con i temi della violenza, del potere e della normalizzazione.

 

Parole chiave: educazione, generi, socio-costruttivismo, potere

 

 

 

OGNI GIORNO ALLA SCOPERTA DEL MONDO

 

Sara Savoretti

 

Nella società odierna il bambino non corre più alcun rischio, nella sua vita scolastica e familiare gli vengono sottratte o rese asettiche molte esperienze, soprattutto quelle in cui sono il corpo, il movimento, i sensi, le relazioni concrete con le cose a guidare la sua maturazione. Riportare l’infanzia ai campi d’esperienza naturali è affermare un loro diritto, verificandone l’efficacia sul piano sia educativo sia del benessere globale.

 

Parole chiave: spazio esterno, benessere, ambiente naturale, ricerca

 

 

 

 

DAL LINGUAGGIO ALLA LETTO-SCRITTURA NELLA PROPOSTA MONTESSORIANA

 

Daniela Pellegrini

 

La modalità di insegnamento della letto-scrittura indicata da Maria Montessori è costituita dallo sviluppo del linguaggio in un parallelismo, a tratti inedito e originale, tra l’acquisizione della lingua parlata e della capacità di scrittura. Inoltre, si sottolinea la necessità di rispetto della libertà del bambino che impara e leggere e scrivere, laddove gli viene predisposto un ambiente atto a suscitare il suo interesse e la sua attività. Infine si rintracciano nelle teorie dell’autrice spunti metodologici per attività di promozione della lettura oltre il suo apprendimento strumentale.

 

Parole chiave: linguaggio, lettura, scrittura, Montessori

 

 

 

 

SPAZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA NELL’ITALIA DEL CINQUECENTO E DEL SEICENTO: SCUOLE E ISTITUZIONI PER GLI ORFANI A BERGAMO E A BOLOGNA

 

Christopher Carlsmith

 

A partire dagli anni Sessanta del secolo appena passato, con gli studi e le ricerche di Philippe Ariès, la storiografia sull’infanzia si è sviluppata mettendo in evidenza una grande ricchezzza di fonti e interpretazioni. Gli spazi di vita dell’infanzia, privati e pubblici, e le loro condizioni materiali all’inizio dell’età moderna descrivono, in un contesto di diffusa fragilità e sofferenza, la nascita di un concetto di “cura educativa” destinato a futuri sviluppi.

 

Parole chiave: storia dell’infanzia, educazione, orfanotrofi, scuola

 

 

 

 

“LA PAURA”. FORMARE GLI INSEGNANTI ATTRAVERSO L’ARTE CONTEMPORANEA DELLE DONNE

 

Ricard Huerta

 

L’uso dell’arte contemporanea nella formazione degli insegnanti è un dispositivo motivante, e poiché la maggior parte degli studenti che si formano per diventare insegnanti è costituita da donne, conoscere le donne che fanno arte può essere un modo suggestivo per entrare in sintonia nel gioco di emozioni e interpretazioni. È ciò che è avvenuto in un laboratorio legato all’opera di Carmen Calvo, riflettendo sul tema delle paure di essere insegnante.

 

Parole chiave: educazione artistica, emozioni, formazione di maestri, arte contemporanea

 

 

 

 

ARTE E SINESTESIE

 

Martina Picchi, Serena Sassi, Federica Scaldarella

 

A seguito di una formazione che ha coinvolto le insegnanti, nasce questo progetto che coinvolge i canali sensoriali (vista, tatto, udito) e i linguaggi artistici (arte, musica, danza) partendo dall’osservazione e dal dialogo dell’opera d’arte. L’esperienza è stata l’occasione per ripensare il laboratorio artistico nella scuola dell’infanzia, riflettendo sulle competenze dell’insegnante nell’ambito del linguaggio artistico.

 

Parole chiave: osservazione, linguaggi, sinestesie, corpo, danza, arte, creatività, materiali

 

 

 

 

PASSAMI LA LANA, PLEASE…!

 

Giulia Piva, Assunta Piazza

 

L’esperienza creativa nell’infanzia non come espressione individuale ma come collaborazione tra pari, attraverso la condivisione di materiali, strumenti e primi tentativi di cooperazione. Le suggestioni di artisti contemporanei sviluppano nei bambini parole e immagini che si traducono in un fare arte che signfica poter esprimere liberamente la propria fantasia e le proprie emozioni.

 

Parole chiave: creatività, condivisione, fili di lana, gusci d’uovo

 

 

 

 

LA CASA DELLA PELLE

 

Paola Ricci

 

Quando il bambino nasce, la sua pelle tocca la pelle della madre. La pelle ricopre tutto il corpo e separa e protegge l’interno con l’esterno. Questo progetto di laboratori didattici di arte, sono svolti per i bambini di scuola dell’infanzia e primaria al Museo dei bambini a Roma. Il bambino scopre il piacere dei movimenti liberi del corpo e le sensibilità del contatto col mondo esterno attraverso la propria pelle.

 

Parole chiave: pelle, corpo, sensibilità, grazia

 

 

 

RENDERE LA MEMORIA VISIBILE, NELLE TRAME DI UNA CITTÀ COMPLESSA

 

Ilaria Mussini, Rita Beltrami

 

All’interno di una progettualità tesa a sottolineare il valore dell’educazione alla cittadinanza attiva nella scuola dell’infanzia, un percorso didattico si pone come obbiettivo la ricerca sulla memoria della città che connette spazi, tempi e vissuti di una comunità multiculturale, dove il museo e l’incontro con un artista diventano occasioni concrete, suggestive e formative.

 

Parole chiave: cittadinanza, memoria, comunità, museo, relazioni

 

 

 

IL SIGNIFICATO PEDAGOGICO DEL GIOCO CON IL FANGO IN GIAPPONE

 

Naoki Mizushima

 

Il gioco con il fango (mud play) in Giappone, è stato ispirato dal “Movimento per un’Educazione Creativa attraverso il gusto del Bello”. Ora è un’attività apprezzata e praticata per uno sviluppo cognitivo-emotivo del bambino, sostegno all’immaginazione e alla creatività. Nel coinvolgimento pieno della manualità e della sensorialità, si è in grado di realizzare quell’unità di mente e corpo che è un fondamentale principio pedagogico.

 

Parole chiave: mud play, sensorialità, intelligenza emotiva, libertà di spirito, progettualità

 

 

 

MUSICA E MOVIMENTO PER I BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 

Anna Scalfaro

 

L’educazione al ritmo e al movimento favorisce lo sviluppo di una prima forma di fruizione dell’arte musicale nei bambini nell’età della scuola dell’infanzia. Tre metodologie didattiche della musica si sono affermate nel corso del Novecento e rappresentano dei punti di riferimento: quelle di Émile Jaques-Dalcroze, di Carl Orff e di Laura Bassi. L’idea comune è quella del bambino come soggetto attivo nella connessione tra ascoltare e fare musica.

 

Parole chiave: ritmo musicale, Émile Jaques-Dalcroze, Carl Orff, Laura Bassi

 

 

 

 

IL DISEGNO DEI BAMBINI COME MEZZODI EDUCAZIONE ALLA MUSICA NELLA SCUOLA PRIMARIA: UN ESEMPIO

 

Chiara Sintoni

 

Introdurre i bambini alla conoscenza di opere musicali esemplari nella storia della musica, come nel caso di Pierino e il lupo e agli elementi essenziali del linguaggio, è un’attività didattica che può avvenire con diverse modalità. Una di queste è il disegno come dispositivo di mediazione/comprensione da parte del bambino del brano musicale. Si tratta di un’attività che, per non essere didatticamente banale, prima di proporla ai bambini richiede una preparazione da parte degli insegnanti.

 

Parole chiave: laboratorio, ascolto musicale, disegno, scuola primaria

 

 

 

 

DI COSA SONO FATTE LE NUVOLE… LA SALA DEL FUMETTO NEL MUSEO OFFICINA DELL’EDUCAZIONE

 

Sara Colaone

 

La sala dedicata al fumetto all’interno del MOdE – Museo Officina dell’Educazione – è uno spazio di sperimentazione didattica per avviare insegnanti e studenti a questo linguaggio. L’analisi dei meccanismi narrativi e la riflessione su temi vengono guidate da percorsi mobili attraverso esperienze che permettono di esplorare il fumetto secondo una logica di trasversalità con altri ambiti delle arti e della cultura.

 

Parole chiave: fumetto, apprendimento, codici visivi, narrazione

 

 

 

 

ESPERIENZE ARTISTICHE NELLA PRIMA INFANZIA: UNO SGUARDO SU CONTESTI, PROFESSIONALITÀ E STRATEGIE DIDATTICHE

 

Veronica Russo

 

I recenti decreti ministeriali introdotti dai Ministeri dell’Istruzione e della Cultura hanno riconosciuto l’esigenza di educare, fin dalla prima infanzia, i bambini e le bambine alle arti e al patrimonio artistico-culturale. A partire da tali presupposti la Didattica delle arti e del patrimonio è diventato un ambito di studi e di applicazione in campo educativo sul quale esistono già buone pratiche e percorsi consolidati che mettono al centro la professionalità didattica.

 

Parole chiave: infanzia, arte, patrimonio, didattica